domenica 21 settembre 2014

In ufficio


La donna è mobile, l'uomo è falegname. 
Vedere e non toccare è una cosa da crepare.
(detti e proverbi italiani)


Alcune mie colleghe che hanno superato i 50 anni d'età stanno cominciando ad indossare capi particolarmente scollati.
A seno scoperto e con push up da brivido, si presentano davanti ai colleghi maschi e soprattutto ai superiori in modo "aperto e comunicativo".

Secondo voi, ottengono più delle altre?
 

giovedì 18 settembre 2014

Pedalando tra i casoni, schivando le lumache


La prima e unica volta che andai ai casoni di Caorle fu alla fine del liceo. La classe venne ospitata dalla famiglia di un nostro compagno che ci preparò un pranzo a base di lumache. Pare fosse una prelibatezza, oltre che un piatto tipico di quell'ameno posto.
Di quella prima volta ricordo solo la strada sterrata per arrivarci e il fatto di essere rimasta a digiuno.



Ci sono tornata qualche domenica fa, in bici, percorrendo tutto il lungomare e la ciclabile che fiancheggia i casoni e la laguna. Il posto ha un suo fascino anche se la mia amica M., caorlotta, dice che di affascinante là non c'è nulla (l'ha definito con un termine dialettale che equivale a malsano).

I casoni erano un tempo le abitazioni dei pescatori, oggi sono luoghi di ritrovo domenicale, di ristorazione e di attrazione turistica.


Ma tornando alle lumache pare che da una ricerca spagnola (fonte ItaliaOggi) sia emerso che i nostri antenati europei se ne cibassero già 30.000 anni fa nella penisola iberica, in tempi un po' più recenti, cioè 10.000 anni fa, anche nel bacino del mediterraneo, Italia compresa.

A me continuano a fare abbondantemente schifo.

martedì 16 settembre 2014

Di tacchi e altre amenità

  

Abitando in centro spesso mi è capitato di andare a cena/pranzo a piedi in qualche locale poco distante. L'ebbrezza di andare a cena da qualche parte in bici e con i tacchi non l'avevo ancora sperimentata.
Ma c'è una prima volta per tutto (o quasi) e quest'estate a Riccione dal Porto Canale a Viale San Martino (all'ottima trattoria San Martino 58) ci sono arrivata in bici e col tacco 10.

Vi lascio le foto in bianco e nero della mostra di Villa Mussolini di Riccione ad ingresso gratuito intitolata "Ciao, maschio".

Una curiosità sulla villa: Sembra che Mussolini fosse contrario all’acquisto, ma la moglie Rachele si mise d’accordo con Alessandro Chiavolini, che allora era il segretario particolare del marito, per farsi dirottare i diritti d’autore per alcuni articoli pubblicati da Mussolini sulla rivista americana “Fortune” i cui proventi erano destinati alla beneficenza.

Puareti.

sabato 13 settembre 2014

Buon fine settimana!

Grotte di Santarcangelo di Romagna

Usare le parole con parsimonia è la via della natura. Un vento impetuoso non spira tutta la mattina, una pioggia torrenziale non dura tutta la giornata. Se le manifestazioni del cielo e della terra non possono durare a lungo, questo non è ancora più vero per gli esseri umani?
Lao Tse


Quest'estate se non avessi fatto una settimana di vacanza alle Tremiti e una all'Isola d'Elba, non avrei vissuto una settimana intera di sole.
Sembra incredibile ma dalle mie parti il brutto tempo non ci ha mai abbandonato.
Anche questo fine settimana inizia con la pioggia, fa freddo e non sembra aver intenzione di migliorare.
Poveri noi!

mercoledì 10 settembre 2014

Per me è una genialata!

Cucina della famiglia Canova a Possagno
ANSA 04.09.2014
Chiunque adotti un cane del canile municipale del Comune Diano S. Pietro si vedrà esentare dalla TaRi. Lo ha deciso l'amministrazione comunale.

"Per i cani e il loro benessere spendiamo tantissimo - ha detto il sindaco Claudio Muccilli - e i cani non stano bene. Così abbiamo deciso di togliere la Tari a chi se ne prende uno".

Il Comune provvederà a accertarsi del benessere futuro dell'animale che sarà annualmente certificato previa visita a domicilio dei vigili urbani.


Trovo che la scelta sia più che mai intelligente. Per ogni cane un comune arriva a spendere anche più di 1 euro al giorno e le possibilità di adozione sono molto ridotte.
Moltiplicate il costo di un cane per 365 giorni all'anno e per il numero spropositato di cani nei canili, peraltro in condizioni pessime e vedrete che un po' meno TaRi in entrata non è poi un cattivo affare.

sabato 6 settembre 2014

Riso amaro


Uno dei miei film preferiti di sempre è "Riso amaro" con la splendida Silvana Mangano uscito nel 1949.
Al di là della trama e dei protagonisti, racconta il terribile lavoro e lo sfruttamento delle mondine, donne povere e pagate meno degli uomini (la storia ancora non ci ha riscattato) che arrivavano principalmente in Piemonte da zone depresse del Veneto, dell'Emilia-Romagna e della Lombardia. Il loro lavoro, nell'acqua fino alle ginocchia per un'intera giornata, consisteva nel trapianto delle piantine e nella pulizia da erbe infestanti. Non era certo una passeggiata.

La premessa cinematografica introduce il problema che dal 2007 ad oggi in Italia, primo produttore europeo, ha chiuso quasi un'azienda di riso su 5.
Infatti importiamo a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania una quantità di riso indescrivibile, che, dai controlli effettuati, contiene pesticidi non autorizzati ed è privo delle certificazioni sanitarie obbligatorie. 
Ma costa meno. E per la maggioranza dei consumatori il prezzo più basso è più importante della qualità e della tutela del nostro patrimonio.

Considerata la difficile situazione economica dell'Italia, non posso che invitare a fare più attenzione alle etichette e a comprare solo riso italiano.

mercoledì 3 settembre 2014

Su chi splende il sole?

Il sole splende anche sui malvagi.
 Lucio Anneo Seneca


(ANSA) - L'AQUILA, 2 SET - Un balcone al 2/o piano di una palazzina prefabbricata post-sisma nella frazione di Cese di Preturo è crollato finendo sul terrazzo dell'appartamento al piano inferiore: in quel momento non c'erano persone in nessuno dei due balconi, altrimenti si sarebbe rischiata la tragedia.
L'insediamento di Cese di Preturo è una delle 19 cosiddette new town costruite dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e costituito da circa 4500 alloggi per dare un tetto a circa 16mila aquilani rimasti senza casa.


Sì, il sole splende anche sui malvagi, purtroppo.

venerdì 29 agosto 2014

Gita in bragosso

Grazie a Groupon ho vissuto un'esperienza particolare di gita in laguna su un bragosso (tipica imbarcazione piatta da pesca). 
Siamo partiti da Altino, antica patria dei veneziani, e tra canali e barene abbiamo visitato Torcello, San Francesco del Deserto (per la seconda volta quest'anno), Burano (per la terza volta nell'ultimo anno, la prossima volta chiederò la cittadinanza onoraria) e Sant'Erasmo dove ho scoperto esiste una vera e propria spiaggia attrezzata presa d'assalto dagli isolani. Ci siamo accostati ad isolette minori (Santa Cristina e Lazzaretto nuovo) e abbiamo effettuato il periplo di qualche barena/isola minore.
Abbiamo osservato vari uccelli acquatici e persino dei cavalieri d'italia in volo a pochi metri da noi.
Solo il 5% dei turisti che arriva a Venezia ha un qualche interesse per la laguna e le isole minori (escluse quindi Murano, Burano e Torcello visitate dal 15% dei turisti).
Ovunque barche e barchini viaggiano a velocità sempre troppo elevata distruggendo il delicato equilibrio del territorio. Pare che basterebbe far rispettare i limiti di velocità in laguna per evitare di spendere centinaia di migliaia di euro ogni anno in difesa delle barene (vengono posti dei salsicciotti di rete riempiti di sassi lungo i bordi).
In fondo è spesso colpa della stupidità umana per le disgrazie del territorio e qui non fa eccezione.


Nel palazzetto ormai decrepito che si nota nella foto che segue a destra, pare che Giacomo Casanova si incontrasse con le sue dame, lontano da occhi indiscreti. È un'isoletta dove al massimo ci saranno altre 3-4 case, di fronte all'isola di Mazzorbo. Che birichino!


Ma ci sono delle buone novità. La decadenza di Marghera - scellerato polo chimico in un luogo fragilissimo (Giuseppe Volpi di Misurata te possino...!) - negli ultimi 20 anni ha consentito una lenta ma sorprendente rigenerazione della laguna che fa ben sperare per il futuro.
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Nell'ultima foto di scorge il campanile pendente di Burano (pende più della torre di Pisa) e le tipiche case colorate. Molte sono le leggende sorte intorno a questa caratteristica. Il nostro traghettatore-guida ha sfatato il mito del colore utile ai pescatori che si avvicinano negli inverni nebbiosi e ha poi maliziosamente raccontato che la stretta vicinanza delle case, per questioni di stabilità, poteva indurre qualche isolano a sbagliare casa al rientro dai cicchetti e bevute serali. Così le buranelle tingevano le case di colori sgargianti e molti diversi gli uni dagli altri per impedire ai mariti di sbagliare compagna di letto. In realtà, i colori servono proprio a delimitare le diverse proprietà. Un edificio, infatti, potrebbe anche avere 3-4 colori in base al numero dei suoi proprietari.
Trovata efficace e divertente.



domenica 24 agosto 2014

Quel terribile ristorante alle Tremiti... sotto l'effetto della Maga Circe

Il ponticello che si intravede è passaggio obbligato all'andata e al ritorno

Come vi avevo già anticipato, durante il mio soggiorno alle Tremiti mi sono imbattuta in un ristorante tremendo e, contrariamente al solito, ci sono entrata senza leggere prima le recensioni su Tripadvisor, finendo per far parte della lunga schiera dei turlupinati da Nonna Sisina.
Dopo la fregatura ho voluto constatare se questa specie di ristorante fosse già stato recensito e con mio sommo dispiacere era scritto a chiare lettere che si trattava di un posto da cui stare alla larga.
Una delle più ispirate recensioni ve la propongo qui perché oltre ad essere più che vera, è ben scritta e, in un certo senso, pure divertente.

Occhio al cartello bianco che si nota sulla destra

"Nell'isola della maga Circe"
Recensito il 23 giugno 2014 da Horis2014 

Dopo un giro fantastico tra le isole delle Tremiti, ammirando la bellezza delle grotte marine ecco dinanzi a noi l'isola di San Nicola dove la storia si intinge di arte e di monumenti. Approdiamo e saliamo verso il castello con il sole a picco che ci toglie il respiro. Visitiamo il monastero, la chiesa e il castello e sazi di storia riscendiamo per sfamare anche il nostro corpo. Ai piedi della scalinata intravediamo una casa con un gazebo in legno. Ci avviciniamo per una sosta e goderci il fresco. Con sorpresa leggiamo che siamo in una "specie" di ristorante: il "Torrione". Una vecchietta arzilla, nonna Sisina, con una voce ammaliante attira l'attenzione delle tre mie amiche. Decanta la sua vita come se nessun'altra dell'isola fosse come la sua, grande, immortale e infiocchettata di aggettivi superlativi. Io l'ascolto ma cerco di capire se siamo in un ristorante o in una casa adattata a trattoria. Ho l'impressione, man mano che il racconto prosegue, di essere Ulisse in presenza della maga Circe. Nonna Sisina, dopo una sfilza di proclami accattivanti, convince le tre amiche ad accomodarsi per gustare le prelibatezze di antiche ricette cucinate con le stesse sue mani. Non ho scelta e sono costretto, anche perché ho fame, di sedermi. La maga Circe, seguendo un canovaccio ben studiato, ci serve - o meglio sono le mie amiche ad aiutarla - un piatto di rigatoni con verdure e, a distanza di un'ora abbondante, tre fette di mozzarelle da pizza con contorno di sottoaceti. La mia preoccupazione è, restando in attesa di una crostata che non arrivava mai, che fossimo trasformati in porci. C'è mancato poco. Al momento di chiedere il conto ne abbiamo avuto la conferma: 15 Euro a testa escluse le bevande e il caffé! Più che porci credo che l'animale che più si avvicini alla storia è "polli". Siamo stati dei polli!!!!! A proposito, da nonna Sisina niente carne né pesce, lo credo bene, altrimenti ci avrebbe oltre che spennanti anche disossati. Se vi capita da quelle parti, andate oltre! 

Ribadisco anch'io: ignorate il cartello che promette panini e insalate. Portatevi un trancio di pizza da casa piuttosto!

venerdì 22 agosto 2014

Un sogno

I fiori del cappero sono bellissimi

Stanotte ho sognato che andavo a rubare delle prugne prendendole direttamente da un albero insieme ad un'amica che però non ho ben identificato. La ladra comunque ero io, lei reggeva solo il sacchetto col maltolto.
Alla fine qualcuno ci ha viste e il sogno è terminato con noi due inseguite da una bambina e da un mio collega del Ced, che, sono certa, non possiede alberi del genere.


"Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli."
Hermann Hesse