martedì 29 luglio 2014

Non vi va di fare un salto alle Tremiti?


L'unico arcipelago del Mar Adriatico sorprende per la sua bellezza e per la sua cordiale accoglienza. 
Le isole principali, San Nicola e San Domino sono diverse tra loro, la prima costituisce il centro amministrativo delle Tremiti, la seconda, molto più estesa, è attrezzata per l'accoglienza turistica. L'unica spiaggia "stile Jesolo" delle Tremiti si trova a San Domino (prima foto). Per i più temerari ci sono rocce e piattaforme in legno su cui vengono posizionati i lettini. Questi luoghi attrezzati sono sparsi in vari punti dell'isola.


San Domino colpisce per la pineta di cui è quasi interamente coperta, formata principalmente di Pini di Aleppo. Ovunque sentieri e percorsi conducono il visitatore in punti panoramici a stretto contatto con la natura. 
Qui non è permesso portare l'auto e solo i poco meno di 500 residenti dell'arcipelago possono possederne ed utilizzarne una, ma non è necessario motorizzarsi. Scarpe comode e voglia di passeggiare sono gli ingredienti indispensabili per vivere appieno questo posto.

San Nicola affascina invece per i resti di antichi splendori che la caratterizzano. Fortezza religiosa in passato è ora meta di turisti che si lasciano trasportare tra le rovine fino al suo estremo limite, attraverso una lunga passeggiata tra verdi cespugli e tranquilli gabbiani.
Al porto è possibile trovare barche e barchini di tutti i tipi e fare gite intorno all'isola, escursioni personalizzate o semplicemente trovare un passaggio tra un'isola e l'altra.

A San Nicola esiste un'incantatrice, una maga Circe che ti ghermisce e ti lascia col portafoglio più leggero, spacciandoti un pasto scadente per un piatto tipico dell'isola. Ve lo scrivo per avvisarvi di non cadere nel tranello e basta leggere le divertenti recensioni in proposito di Tripadvisor per comprendere di quale brutto scherzo si tratti. Occhio a Nonna Sisina!


Ah, la canoa qui è un ottimo mezzo per visitare la costa e vi sono un paio di bellissime grotte in cui vale la pena di entrare (la grotta delle viole e quella delle rondinelle).

Oltre a San Domino e a San Nicola qui c'è un terzo "santo": Lucio Dalla. Ovunque aleggia il suo passaggio, in ogni casa, negozio, bar c'è una sua foto. Qui visse gran parte della sua vita in una bella casa affacciata su Cala Matana, una delle più belle calette di San Domino. Ve ne parleranno tutti.

Allora un salto alle Tremiti non lo fate?

venerdì 18 luglio 2014

Noi andiamo ancora in motoretta

Vicino di ombrellone tremitese

Qualche giorno fa ho letto questa notizia:

"La possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci riguardano da un pc, con un nostro pin, e di potere ricevere tutto ciò che si può al domicilio telematico o di residenza: è questo il primo punto, su cui vogliamo investire di più''. Così il ministro della Pa, Marianna Madia, in conferenza a palazzo Chigi.

Fantastico! avranno pensato i cittadini che con il computer hanno una certa dimestichezza...

Caso vuole che la notizia abbia coinciso con i risultati di un questionario predisposto dal mio ufficio cui hanno risposto oltre 100 dipendenti comunali, che rappresentano quasi il 100% del personale d'ufficio.
Di questi 8 non utilizzano o hanno scarsa conoscenza di programmi di videoscrittura (cioè il minimo del minimo).
Se si passa a programmi di calcolo tipo excel si arriva a quasi 30 persone in questa situazione. Se affrontiamo il grado di utilizzo e/o conoscenza della PEC (posta elettronica certificata) si salvi chi può! Più del 50% delle risposte denota un grave problema di conoscenza dello strumento.

Con questi presupposti, caro Ministro Madia, ma dove vuoi che andiamo se ci vorresti in Ferrari e noi giriamo ancora in motoretta?

sabato 28 giugno 2014

Una visita interessante e partenza


Da qualche mese sono diventata una fan di Groupon per i ristoranti e gli eventi. Per il momento non ho avuto alcun problema, anzi, ve lo consiglio proprio.

Una delle esperienze più interessanti è stata la visita alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia al costo di 15,00 euro (per 2 persone). Compreso nel prezzo la visita alla casa museo, il pass fotografico (incredibile!), una bibita e una fetta di torta a testa.

Visto il permesso di fotografare ecco il risultato!


Il piano terra, compreso il giardino, è fortemente caratterizzato dalla genialità di Carlo Scarpa che ne curò la ristrutturazione.

I piani superiori rappresentano invece la casa-museo, molto ben conservata e ricca di dipinti di pregio e di mobili e suppellettili del tempo.





Le sale sono sorvegliate da volontari di una certa età appassionati e ciacoloni. Se vi palesate come veneti, vi parleranno in dialetto veneziano.


Parto per una vacanza alle isole Tremiti.
Ci ritroviamo al mio ritorno!

mercoledì 25 giugno 2014

Sotto attacco


Se avete voglia di fare un giro in bici su una pista ciclabile particolare, vi consiglio il percorso lungo il fiume Sile che da Portegrandi arriva a Quarto d'Altino nel veneziano. Non è un percorso molto lungo (circa 6-7 km), ma è divertente e piacevole.
Si fanno pure incontri interessanti con la fauna del luogo.


In questa sequenza di foto vedete il cigno sulla destra che mi si avvicina minaccioso.
Non gradisce la vicinanza e le foto...




C'è pure il "brutto anatroccolo" nel gruppo!

Io mi sono opportunamente volatilizzata.

giovedì 19 giugno 2014

Pensieri del giovedì


Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. 
(Dante Alighieri)


La felicità? - disse il bell’uccello e rise con il suo becco dorato - la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli.
(Hermann Hesse)


I bei fiori appassiscono subito, le erbacce durano tutta la stagione. 
(Proverbio cinese)

domenica 15 giugno 2014

Fuori di testa


Se qualcuno mi avesse detto che avrei fatto questa cosa non gli avrei creduto: io noleggiare una canoa e risalire il fiume Sile da Casale a Casier? Mai!!!

E invece di recente mi è capitato di farlo...
È proprio vero che con l'età si perde il lume della ragione.

Probabilmente lo rifarò e quando capiterà vi avviserò per tempo, così qualche altro/a farà la mia stessa pazzia!
Appuntamento da Travelsport a Casale sul Sile.

venerdì 13 giugno 2014

Buon venerdì!


La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne. . . solo adorate.

Oscar Wilde

martedì 10 giugno 2014

Kylie, Baiamonte Tiepolo e la vecia del morter


Fino a qualche settimana fa Baiamonte Tiepolo era per me un perfetto sconosciuto. Ora, invece, me lo ritrovo ad ogni piè sospinto nel territorio veneto anche per merito del nobile cognome (una delle 12 famiglie apostoliche di Venezia).
Il nostro primo incontro è avvenuto grazie al Fondo Ambiente Italiano (FAI) che mi ha suggerito una visita a villa Tiepolo Passi a Carbonera (TV) e di questa dimora vorrei parlare oggi e suggerirvi di prenderla in considerazione. 
Per cominciare è necessario visitare il sito e prenotare la visita guidata, che sarà effettuata dai proprietari stessi, i Conti Passi di Preposulo, persone squisite che vi accoglieranno calorosamente e vi spiegheranno per filo e per segno qual è stata la storia di Venezia in Terraferma e il perché delle migliaia di ville disseminate sul territorio.


I proprietari vi accompagneranno a visitare il corpo nobile della villa seicentesca, il curatissimo giardino e la chiesetta tuttora consacrata e aperta anche al pubblico in occasioni speciali.

Sono state restaurate le scuderie, dove si viene accolti e dove si svolgono congressi e matrimoni, e le vecchie stalle ora adibite a ristorante dov'è possibile, accolti dal bellissimo conte Luca, pranzare benissimo con poca spesa e prodotti a km zero.


Baiamonte lo si intravede per la prima volta entrando nel corpo centrale della villa a piano terra. C'è infatti il ritratto di quello che è considerato la pecora nera della casata che commissionò la costruzione della villa.


Fu in protagonista di un tentativo di colpo di stato contro il Doge Pietro Gradenigo la sera del 15 giugno del 1310. E qui entra in gioco anche la vecia del morter.
Il gruppo di rivoltosi giunse in Piazza San Marco e forse nell'esaltazione del momento fece un po' troppa confusione. Si dice allora che una vecchia, sportasi da una finestra per vedere che succedeva (curiosona!), urtò involontariamente un mortaio che cadde proprio in testa al portabandiera dei ribelli, uccidendolo. L'evento inaspettato scombinò la rivolta e i congiurati fecero la fine del topo. Il Baiamonte riuscì a scappare ma finì esiliato a vita, senza contare che la sua casa veneziana fu rasa al suolo e si proibì la costruzione di altri edifici in quel luogo.
E la vecia del morter?
Il Doge la ricompensò esonerando lei e i suoi discendenti dal pagamento dell'affitto della casa in cui viveva. L'episodio è stato poi immortalato con una scultura nel luogo in cui avvenne.

giovedì 5 giugno 2014

Era ora!



Se qualcuno pensa che noi veneti siamo qui dolenti e piangenti per l'arresto di qualche nome eccellente della politica (e oltremodo antipatico) sbaglia alla grande!

Come diceva ieri la mia amica M. quelli rubano le nostre pensioni, i nostri servizi sanitari, gli investimenti sul lavoro, ecc.

Era ora che finissero dentro per il Mose! 

Purtroppo il danno è stato fatto e recuperare i nostri soldi dalle loro tasche sarà difficilissimo.

lunedì 2 giugno 2014

Se andate a Burano non comprate nulla!

Il titolo del post continuerebbe con le parole... "de buraneo no l'è pi gnente, la è tuta roba cinese, bona sol che par i turisti". Dette da Fra Felice del convento dell'Isola di San Francesco del Deserto hanno un peso maggiore, no?

Su organizzazione dell'amica A. e su suo invito, in un gruppo eterogeneo di 8 pseudo-turisti (perché mai a me tutti si rivolgono in inglese?), siamo partiti di buonora alla volta di quest'isoletta tra Burano e Sant'Erasmo. 
La barca della foto che precede è quella con cui il gruppo di sventurati ha raggiunto l'Isola di San Francesco dal minuscolo imbarcadero che si trova a Burano, a pochi passi dalla fermata del vaporetto. 

L'Isola ospitò per una quaresima San Francesco e da qui il suo nome. È di proprietà dei francescani e ospita attualmente 5 frati, cui si aggiungono ospiti desiderosi di pace e tranquillità. Ha un bellissimo giardino e orti prosperosi. Si visita il chiostro più antico (foto sopra) con al centro l'antichissimo pozzo e ci si può affacciare alla grata che protegge il chiostro più recente e più interessante. Si visita la chiesa, alcune stanze sotto i portici e una minima parte del parco.

Da un punto di osservazione del parco sulla laguna, al di là della scultura (l'isola ne è piena) ecco Burano.
Sotto, esempi dei famosi strafanti buranei di origine cinese! Già solo il costo dovrebbe mettere sul chi va là: troppo a buon mercato per essere autentici pezzi artigianali.


E fin qui il solito Kylie-resoconto e voi penserete come sempre che è stata una delle mie classiche piacevoli gite e invece no!
Si è trattato di una corsa contro il tempo e contro gli ostacoli!

Ore 8.15 arrivo sotto casa della mia amica A. Partenza in auto verso Venezia, corsa al Tronchetto per farmi la Carta Venezia o come diavolo si chiama adesso e per caricare quelle delle altre. Arrivo a Piazzale Roma, attraversamento di quello schifo cosmico che è il ponte di Calatrava. Stazione dei treni, recupero degli altri 4 gitanti. Una delle organizzatrici avverte: "Dobbiamo raggiungere le Fondamenta Nuove per prendere il vaporetto... chi sa arrivare alle Fondamenta Nuove?" Cavolo! Ma che organizzazione è questa? E io che pensavo di potermi rilassare e farmi trascinare di qua e di là come una medusa sospinta dalla corrente marina...
Ghe pense mi! (Kylie)
Giusto qualche sera prima ci ero arrivata per cenare in un ristorante tramite coupon di Groupon...
Arrivo e salita in vaporetto: Murano, Mazzorbo, Torcello e finalmente Burano (50 minuti dopo). Scendo e mentre attendiamo il da farsi un uccello mi colpisce la mano con la sua cacchetta schifosa!!! Lancio una specie di grugnito e il compagno di gita occasionale alla mia destra cerca di dare aiuto prelevando il depliant che ho in mano. Peccato che pure quello sia pieno di cacca. E così mesti mesti ci avviamo verso una fontanella... Mi chiedo, porterà fortuna?
La risposta mi arriva al termine della visita all'isola di San Francesco. Una moltitudine di persone è in attesa delle barchette per ritornare a casa. L'attesa si fa lunga, passa un'ora e anche più. Alla fine quelle due barche che attraccano sono prese letteralmente d'assalto! Lasciamo andare le famiglie con figli piccoli, che sembrano decisamente provati dall'attesa.
Telefoniamo al servizio di traghetto. "Arriviamo, arriviamo...".
Dopo 2 ore di attesa sotto il sole, un trasportatore di merci con il suo natante, impietosito dalla situazione, raccoglie qualche disperato e anche 4 del nostro gruppo. Gli altri 4 ci guardano sconvolti dalla riva. Si è trattato di un salto dalla fondamenta direttamente nello scafo, alla meno peggio. Chi c'è, c'è. Il barcaiolo ci porta a Burano a fatica, la barca è davvero troppo carica, come quelle che vediamo in tv. Ci lascia pure in un punto disgraziato; per fortuna la mia amica A. riesce a risalire e allungando una mano aiuta le altre.
Dalle mie parti si direbbe "Nonostante tutto, siamo riusciti a portar a casa la pelle". E così è stato.

Se vi dovesse capitare di andare in quel posto, assicuratevi che il ritorno avvenga come pattuito e soprattutto, fate una visita breve, in modo da prendere la prima barca utile, visto che fino ad una certa ora il flusso di visitatori è abbastanza continuo e i natanti vanno e vengono con più frequenza.