martedì 14 giugno 2016

Non sono nulla di speciale...


"Non sono nulla di speciale, su questo punto non ho dubbi, un uomo come tanti che la pensa come tanti e ha vissuto come tanti. Non mi hanno dedicato monumenti e il mio nome sarà presto dimenticato, ma ho amato qualcuno con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima, e lo considero un dono che mi ha colmato."


Dalle letture di mia mamma, Nicholas Sparks "Le pagine della nostra vita"
 

venerdì 27 maggio 2016

Perseverando si visita una bella villa veneta

Da qui si entra


Perché nel titolo ho utilizzato il verbo perseverare? Perché solo una testa dura come me avrebbe impiegato mesi e mesi di attesa e di costante monitoraggio del sito http://www.camarcello.it/ per riuscire a visitare la villa che vi propongo che si trova a Levada di Piombino Dese (PD).

 

I singoli visitatori devono, infatti, solo unirsi a gruppi in visita, da qui tutta la difficoltà che contraddistingue questo evento.
La villa è in prossimità della ciclabile Treviso-Ostiglia, opera degna di nota.

Per la visita guidata obbligatoria si viene accolti da un signore che, a prima vista, pare proprio il giardiniere della dimora... in realtà ne è il proprietario, per di più di antiche e nobili origini.

Vi racconterà la storia della famiglia che commissionò la dimora, i Marcello, suoi avi, della vita dei secoli scorsi e delle funzioni dei locali e annessi che compongono il luogo. Tutto davvero molto affascinante.
La colombaia
I colombi di cui si cibavano i nobili veneziani sono estinti da decenni e decenni. Una curiosità importante: il loro dna è conservato presso un'università veneta che ha tentato di riportarli in vita, ma la malattia che li ha sterminati non pare ad oggi debellata.
Tutte le ville venete posseggono una peschiera o un laghetto... cioè la cava dalla quale, ai tempi, fu preso il materiale da costruzione.
Sono stata felicissima di aver incontrato un simiot in giardino.

Vietatissimo fotografare gli interni, meravigliosi, della villa e quindi o ci andate di persona personalmente oppure noleggiate il film "Leoni", ivi ambientato.

domenica 15 maggio 2016

Adesso vi spiego come andare in bici da Mantova a Sabbioneta

Questa è la meta
Si dice che si possa raggiungere agevolmente Sabbioneta partendo da Mantova. Ci sono numerose mappe con pseudo piste ciclo-pedonali per arrivarci, siti e pubblicità in proposito. 
Ma una pigrona come me potrebbe affrontare un percorso di decine di chilometri in bici senza problemi?
Direi di no, ho i miei limiti. Ma per fare il mio ingresso trionfale a Sabbioneta, patrimonio Unesco, ho deciso di partire non da Mantova, ma da una località ad una distanza molto più breve e di raccontare un po' questo percorso.

Commessaggio è un paesino di poco più di mille anime sovrastato dal torrazzo gonzaghesco costruito ai tempi di Vespasiano Gonzaga, lo stesso che rese Sabbioneta la bella città che è ancora oggi.
Ma torniamo alla bici... la fedele Graziella su e giù per l'Italia insieme a me.

Punto di partenza

Eccolo il torrazzo gonzaghesco, oggetto di un buon restauro e visitato gratuitamente al ritorno.
Lasciato il torrazzo alle spalle, si attraversa il ponte di barche che si trova subito oltre e si va verso destra.

Arrivati a questa chiesetta, che si trova a pochi metri dal ponte, si deve prendere la strada a destra e dopo poco, oltrepassare la strada provinciale che la incrocia e continuare sulla strada principale.

Se si sbaglia strada, invece, si può fare questa foto

Non ridete, ma il percorso attraversa la frazione di Ca' dei Cessi. 
Proseguendo, se s'incontra la chiesetta della foto che segue e poi la frazione di Brugnolo, significa che si è sulla strada giusta.

 

Gli animi femminili in vena di romanticismo non potranno non notare questo particolare muro fiorito...
 
Qui sostate solo il tempo di una foto perché si tratta di una zona di stalle e l'odore ammazza!

Occhio occhio che qui si deve svoltare a sinistra!
Lasciato il cimitero sulla destra, termina anche la strada asfaltata e comincia il percorso su ghiaia immersi completamente nella natura.
Se scappa la pipì non c'è nessuno in vista che ci possa vedere, ma io ho resistito fino alla fine.
 
Manca poco e ritorna l'asfalto...
Arrivo!!!
Sabbioneta è bella e i monumenti principali (Palazzo Giardino/Galleria, Teatro all’Antica, Palazzo Ducale, Sinagoga) si possono visitare con un biglietto cumulativo da € 12,00 acquistabile solo presso il locale Ufficio del Turismo in Piazza Giardino.

Ma questa è un'altra storia...

sabato 7 maggio 2016

Secondo voi...



quant'è costato il biglietto per il concerto di Justin Bieber che ci sarà a Bologna il prossimo Novembre e che è stato il regalo per la recente Cresima della nipote di una mia collega d'ufficio?

Buttatevi!

Costo: € 366,00!

domenica 17 aprile 2016

Iniziano le belle giornate e quindi si va in giro...


La visita al Castello di Avio, risale alla scorsa Pasqua. È un bene del FAI dal 1977 molto particolare e suggestivo. 


Arrivarci è un'impresa titanica per 2 ragioni:
  1. passare con l'auto attraverso le stradine strettissime del borgo sottostante comporta la necessità di votarsi a qualche santo, in modo da non incontrare auto in senso contrario;
  2. la salita al castello e l'aggirarsi tra i vari ambienti impone l'uso di scarpe comode, il rischio di caduta è notevole; non consiglio la gita nelle giornate di pioggia o nebbia. 
Ci s'inerpica

Si sale

Occhio ai ciottoli!



All'interno del cortile del castello c'è una zona di proprietà privata, comprendente un giardino e un'abitazione. Fa la guardia a questa proprietà recintata un gran bel cagnone, che guarda tutti con giusta indifferenza. 

Si sale sempre con uno occhio in alto e uno a terra
 

Tutti i luoghi del FAI vanno vissuti e scoperti con calma. Si deve camminare e curiosamente entrare in ogni pertugio. Il castello è grande e pieno di locali e strutture.
La distruzione dell'edificio principale (Palazzo Baronale) si deve, un paio di secoli fa circa, ad uno dei proprietari che ha scoperchiato gli edifici per non pagare le tasse. Il FAI ha dovuto porre un tetto per salvaguardare gli affreschi presenti un po' ovunque.


La Torre, la cui scalinata è stata da me coraggiosamente affrontata e superata, presenta cicli di affreschi molto particolari. Il bacio della foto sotto riportata è  romantico e inaspettato.

Saletta ristoro, un caffè dopo un paio d'ore di salite e gradini è d'obbligo

Altro percorso per uscire e ciottoli!
 
Si legge sul sito del FAI che ai condannati a morte, destinati ad essere impiccati presso la Torre Picadora, venisse offerta un'ultima opportunità di salvarsi.
 
Le pareti della prima sala della Casa delle Guardie, anche detta “Stanza della scacchiera”, sono affrescate con una decorazione riportante delle losanghe - rombi molto allungati - scalinate al cui centro sono riportate alcune lettere gotiche. Ai condannati veniva, quindi, richiesto di comporre una frase di senso compiuto utilizzando le lettere dipinte. In caso fossere riusciti a comporre la frase, avrebbero avuto salva la vita.

Continuo a subire il fascino dei castelli...

sabato 2 aprile 2016

Sono orfana di Downton Abbey


Dal Lago di Garda



Non esiste un amore sicuro.

È vero amore quando dai a qualcuno il potere di ferirti. 
(Tom di Downton Abbey)

sabato 26 marzo 2016

Dal nizioleto alla Serra dei Giardini: una giornata a Venezia


Parto dal nizioleto per raccontare le giornate FAI di Primavera dello scorso fine settimana.
Il nizioleto (in veneziano ed in veneto in generale per niziol s'intende il lenzuolo) è un affresco che indica i nomi delle strade, dei canali, dei sotoporteghi, dei numeri civici, ecc. e consiste in un riquadro bianco (el niziol) all'interno del quale vengono riportate le scritte.

Campanile nel sagrato della Chiesa di San Giorgio dei Greci - pende molto!

La giornata FAI di sabato ha visto le intrepide Kylie e M. aggirarsi tra calli e campielli alla ricerca di Palazzo Morosini ora sede di un istituto superiore. Pregevole soprattutto la scala esterna del palazzo, definita una delle più belle di Venezia.



Il palazzo rifatto più volte non è particolarmente affascinante. Forse al tempo del Doge Morosini, con i mobili e l'atmosfera vivace e ricca di quegli anni, la struttura aveva un aspetto davvero ammaliante.


Avevo in serbo una sorpresa per la mia amica. La visita al vicino Palazzo Grimani.
Non perdetevelo! Al prezzo di 4 euro potete liberamente aggirarvi nelle stanze e fotografare (senza flash) ogni particolare.

L'ingresso è un po' nascosto
 
 
La sala della foto seguente è definita la Tribuna. Bellissima, ricca di decorazioni marmoree e con un pavimento policromo, ospitava un tempo le preziosità della famiglia, dipinti, statue, ecc. Una sorta di piccolo museo familiare.

 

I soffitti sono tutti decorati, alcuni dipinti, altri a stucco, ecc. Sono magnifici.

 
 
 

Soffitto della scalinata che porta al piano nobile
Dopo una sosta per una spettacolare tisana alla Serra dei Giardini (grazie M. per avermela fatta conoscere!) dove abbiamo scovato 2 piantine di liquirizia profumatissime, poi acquistate, possiamo riprendere la via del ritorno...