martedì 1 aprile 2008

Quando ci si sposava per amore... forse.



Una volta ci si sposava sperando che le cose andassero per il verso giusto, in caso contrario si sopportava.

Ora c'è una vasta scelta:

  • convivenza

  • matrimonio in chiesa

  • matrimonio civile

  • matrimonio civile con qualcuno dello stesso sesso

  • trombamicizia

  • e poi separazione o divorzio se le cose non vanno più


E non si scandalizza nessuno ormai per il verificarsi di una delle varie opzioni, anzi è tutto così normale.

Il problema è che il cambiamento si svolge in tempi rapidissimi, quasi non ti accorgi di aver vissuto una di queste fasi che già ti trovi nella successiva.

Se mi guardo intorno mi sembra che i sentimenti vengano relegati al ruolo di contorno di un portata a base di egoismo e superficialità.

Ma questa è solo la mia opinione. Quella di una single disillusa.

2 commenti:

  1. Troppo spesso la strada più facile è quella di ritornare ognuno per conto proprio, invece di affrontare le difficoltà che si presentano ogni giorno. Nella coppia non si parla chiaramente (si tende a voler far capire) e si porta una maschera per piacere all'altro.
    Una mia opinione molto forte, che generalizzo ovviamente. Ma quando parlo con la gente di questo argomento, la conclusione è spesso quella della mancanza di comunicazione e sincerità...

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  2. Alex concordo con quello che dici tu.
    L'incomunicabilità diventa un pretesto per andarsene ognuno per la sua strada invece di abbattere piccoli muri.

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