giovedì 1 settembre 2011

Spunti letterari



Ieri ho iniziato un nuovo libro prestatomi dal mio collega d'ufficio. Scritto da un norvegese. Ero in spiaggia, da sola, circondata da poche persone silenziose. La condizione ideale per immergermi in un nuovo thriller con tutta l'attenzione necessaria.
A pag. 6 sono rimasta colpita da alcune parole, espressione dei pensieri di una donna, vittima di un sequestro e con una palla chiodata in bocca, poco prima di trovare la morte per soffocamento/annegamento.
Pensieri che possono essere decontestualizzati e trasferiti nella realtà di tutti noi:

Tutto quello che avrebbe dovuto fare in modo completamente diverso.
Tutti i giorni che avrebbe dovuto vivere con molta più intensità, con molta più autenticità, riempiendoli di gioia, di quiete e d'amore.
I luoghi che si era limitata ad attraversare, i luoghi ai quali era diretta.
Gli uomini che aveva incontrato, l'uomo che doveva ancora incontrare.
Il feto di cui si era sbarazzata a diciassette anni, i figli che non aveva ancora avuto.
I giorni che aveva buttato via per quelli che credeva di avere davanti a sé.


Ognuno di noi può trovare lo spunto per riflettere sulla propria quotidianità.
Se vuole farlo ovviamente.


Foto: Portoferraio

13 commenti:

  1. bel post...riflettere per vivere meglio l'oggi, baci

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  2. Vivere giorno per giorno come se non si avesse più tempo... sarebbe bello riuscirci

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  3. riflettere sulla propria quotidianità...uscirebbe un libro

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  4. se esco dalla quotidianità riesco a non pensare alle due ceste di panni sporchi che non riesco a lavare! ;-)

    Il titolo del libro ?

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  5. Proprio l'altro ieri, leggendo un articolo relativo alla decisione di Steve Jobs di lasciare la Apple per dedicarsi a se stesso (per il tempo che il tumore gli concederà ancora), mi ha colpito questo suo pensiero:

    "When I was 17, I read a quote that went something like: 'If you live each day as if it was your last, someday you'll most certainly be right.' It made an impression on me, and since then, for the past 33 years, I have looked in the mirror every morning and asked myself: 'If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?' And whenever the answer has been "No" for too many days in a row, I know I need to change something."

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  6. Pensarci a volte, ma con cautele.
    Sono convinta che i 'SE' e i 'MA' siano un esercizio pericoloso.
    Cristiana

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  7. Riflettere sulla propia quotidianità? ..bè si in certi casi può aiutare...condivido con Cristiana che pensarci troppo e che i SE e i Ma sono pericolosi.....io preferisco sognare ad occhi aperti....evadere insomma....volare...anche se l'atterraggio non sempre è piacevole :)

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  8. beh se non troviamo spunto dalla quotidianità, subentra la fantasia.Saluti per Pepe, un bacio per te buon giovedi

    Maurizio

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  9. ahi, eccome se c'è da riflettere...
    io ci penso spesso alle stesse cose, anche se non sono in fin di vita per annegamento/soffocamento...
    il passo che hai citato è un invito a vivere con più convinzione i nostri giorni prima che diventino gli ultimi...

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  10. Seduta su una panchina, davanti al lago, al tramonto. Ho chiuso gli occhi e per un millisecondo ho pensato "se il mondo finisse ora direi che tutto sommato ho vissuto bene"
    Da qualche anno ho lasciato perdere molte cose che credevo importanti ma che mi avevano solo fatto allontanare dai miei bisogni reali; ho cominciato ad apprezzare la lentezza e la bellezza.
    Però continuo a credere che il più bello dei miei giorni non l'ho ancora vissuto...

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  11. Sorgono immense riflessioni da queste parole... ci accorgiamo sempre troppo tardi quando non abbiamo vissuto come avremmo voluto...

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  12. sono tante le riflessioni da fare sulla propria quotidianità...

    brava Kylie

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  13. mai rimandare, se possibile.
    Vorrei conoscere il titolo del libro

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