mercoledì 11 luglio 2012

Storia di una formica

 

Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice. Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore.
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.
 
Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il  quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report.
Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.
 
Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.
Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c'era da fare.

Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.

L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro - ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile. "Dovremo commissionare uno studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.

Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.
E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C'è troppa gente in questo ufficio."
E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.

Morale:

Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice.
È preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.
Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.
Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Però, se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.


Che ne pensate?

29 commenti:

  1. WWOOWWW Kylie questo racconto è fantasticamente reale!! ...in effetti siamo circondati da ragni remore cicale etcc.etcc. ....eheheh!!! EVVIVA LE FORMICHE (Indipendenti)!!! :)

    Baciotti by Pixia! :)

    RispondiElimina
  2. Già, io mi sento una formica. Chissà che fine farò!

    Bacio

    RispondiElimina
  3. Le formichine diligenti e lavoratrici conoscono bene il proprio dovere e si fanno valere. Se abbassano la guardia passeranno in secondo piano e lasciando onori e speranze sul campo. Se vuoi andare avanti nella carriera..di agli altri di lavorare.
    Un abbraccio
    Maurizio

    RispondiElimina
  4. questo un pò rispecchia il mondo che viviamo ...e che difficilmente ne usciremo (ma solo per colpa nostra ..si sta bene cosi ..almeno per la maggior parte delle persone) io ti posso dire ...che dovremmo cambiare un pò tutto ..premiando solo ed esclusivamente il merito ...indipendentemente da chi arriva ....perchè abbiamo bisogno di tutti ..ragni formmiche calabroni ecc ecc ....ma se premi il merito ...ci sarà si la formica lazzarona licenziata come anche il calabrone lazzarone licenziato ...perchè anche nelle formiche ci sono quelle scanfatiche ...buon mercoledi kylie un abbraccio

    RispondiElimina
  5. Un bel racconto che condivido!!
    buon mercoledi...ciao

    RispondiElimina
  6. Seguirei il consiglio del metter in proprio, visto il carattere che mi ritrovo! :)

    RispondiElimina
  7. che è tutto vero, purtroppo. Qui in Italia è meglio essere mediocri, magari anche un po' leccaculo, l'importante è che ci sia sempre qualche formica a sgobbare per gli altri.

    RispondiElimina
  8. Peccato, mi sarei aspettato un lieto fine, tipo "e fallirono, felici e contenti".
    Il licenziamento della Formichina, pur rispecchiando la realtà, lascia l'amaro in bocca.
    E il pensiero che tutto lo staff creatole intorno abbia incamerato premi su premi, giustificati dalla sua produttività, amareggia ancora di più.
    E il pensiero che quello staff, in caso di fallimento, anziché essere bruciato vivo, sarà promosso in posti di maggiore (teorica) responsabilità, rende la storia indigeribile tanto è amara.
    Ciao, saluti alla Formica, con la speranza che trovi un altro posto di lavoro, in proprio o dipendente, purché le riaccenda lo spirito iniziale.

    RispondiElimina
  9. Con amarezza devo riconoscere che questa storia è realistica. Accade ormai in tutti i settori e quel che è peggio è che a pagare il conto è sempre chi cerca di fare del proprio meglio con passione ed intelligenza, magari aiutando anche gli altri.
    Un vero schifo.
    Un bacione e... forza!!!!
    Buona giornata!!!

    RispondiElimina
  10. BELLISSIMO!

    Questo è il momento di mettere in ufficio un antiparassitario che salvi solo le formiche! ;-)

    RispondiElimina
  11. conoscevo già questa storiella, ogni volta che la rileggo la trovo quanto mai reale!
    ed applicabile ad ogni ambito che conosco, da quello familiare, a quello lavorativo, a quello del volontariato, a quello politico.
    ma una rivolta di formichine??

    RispondiElimina
  12. E' bellissima!
    E soprattutto realistica.
    Ciao

    RispondiElimina
  13. ...io non la penso così la struttura del lavoro... sarà perché sono una capa favolosa ;-)

    RispondiElimina
  14. temo rispecchi la realtà... infatti in natura troviamo tutti i protagonisti del tuo bel raccontino. Comunque spero che la formica, felice o no, non si metta in mente di cambiare e diventare cicala non le riuscirebbe così bene come a una vera cicala. Conosco una formica, proprio formica formica, che nel suo ufficio ha lavorato per il buon funzionamento della struttura. Per tutta la sua fase lavorativa la cosa più importante per lei è stato far funzionare ogni cosa al meglio, quando è andata in pensione le colleghe hanno riconosciuto che è stato bello ed utile lavorare con una formichina felice... come vedi qualche volta il merito viene riconosciuto. Baci

    RispondiElimina
  15. Una bella metafora..è stato sempre così negli uffici, anche 20 anni fa..
    Un abbraccio cara.

    RispondiElimina
  16. Purtroppo è la dura realtà di molti luoghi di lavoro, alla faccia della meritocrazia.
    Saluti a presto.

    RispondiElimina
  17. Penso che sia la realtà di molte situazioni lavorative...ci sarebbe da dire però che la formica è produttiva perché ama esserlo...e non si può andare contro a ciò che sei...

    RispondiElimina
  18. triste la tua storia, io la conoscevo diversa...la formica sopravvisse quell'inveno e tutti gli altri rimasero segati... morale se ai far andar i man l'è minga da preoccupas tropp!

    RispondiElimina
  19. Ma dove l'hai presa questa storiella, è fantastica (ma anche un pò triste...)!^^
    Cmq la formica dovrebbe lasciare un lavoro che non la rende felice, se no che fatica a fare? per far campare tutti gli altri?
    Magari è un salto nel buio, ma la cosa più importante nella vita non è cercare di essere felici? :)
    Un bacio!
    S

    http://s-fashion-avenue.blogspot.it/

    RispondiElimina
  20. Rispecchia molto la realtà... io non ho un lavoro, ma se dovessi trovarlo nell'ambito che mi interessa e per cui sto studiando sarei una formichina a tutti gli effetti! Chissà...

    RispondiElimina
  21. ma sai che è fantastica !!!!!

    lo stesso nella mia azienda, eravamo produttivi e felici prima che i figli dei mega-capi ci mettessero le mani con stampanti-intranet-supervisori e menate varie, adesso lavoriamo il doppio producendo la metà ed affaticandoci il triplo, con lo stesso stipendio di dieci anni fa ovviamente !!!!

    RispondiElimina
  22. CArissima kylie .
    Ma che stupendo racconto .
    riflettendoci bene rispecchia la realtà di oggi . Ma io penso che alla fine i meriti ci saranno sempre , anche se poi il racconto lo smentisce . Poverina la formica , meritava certamente una fine migliore . Un bacio Lina

    RispondiElimina
  23. Penso che sia ora che le formiche facciano come si dice nel titolo di un famoso libro e buttino fuori dall'ufficio tutti gli altri.

    RispondiElimina
  24. IO non farò mai più la formichina, ma l'incompetente. E' molto più divertente! Comunque la storia + valida per ogni situazione: c'è sempre uno che lavora felice dopo un piramide di sanguisughe! Ciao Riri52

    RispondiElimina
  25. sono perfettamente d'accordo con la morale della storia.... la vita è davvero così ... purtroppo

    RispondiElimina
  26. E che dire...
    va bene è perfetto, quello che hai aggiunto tu.

    RispondiElimina