sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua!



Mentre l'Italia dei politici cincischia, c'è chi, con buona volontà, cerca di fare del bene al nostro paese.

A Londra, infatti, a breve verrà aperta una mostra dedicata a «Life and death in Pompeii and Herculaneum», curata da Paul Roberts, che nasce dalla collaborazione tra il British Museum e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, diretta da Teresa Elena Cinquantaquattro (standing ovation per lei).

La cosa eccezionale è che i pezzi in mostra, oltre 250, sono quelli giacenti nei magazzini e depositi di Pompei, quindi mai esposti al pubblico.

Visto? Con i depositi dei musei italiani ci fanno una mostra all'estero che prevede un incasso di milioni di sterline!
Questo vuol dire saper fare affari, perché ancora prima dell'inaugurazione sono stati già prenotati 50.000 biglietti e prevedono di venderne 400.000 nei sei mesi di durata della mostra.
È una buona promozione per l'Italia e per i nostri tesori! Complimenti dunque a chi ha realizzato questo evento.

A Pasqua e Pasquetta molti musei resteranno aperti. 
Che ne dite di approfittarne e di dare una mano alla nostra cultura?


giovedì 28 marzo 2013

Che risvegli!


La foto è stata scattata a San Marino, l'unica volta che l'ho visitata, d'estate. Una giornata calda e piacevole solo all'apparenza. Siamo stati tutti sorpresi da un acquazzone che ci ha letteralmente congelato in pochissimi minuti. Non ho proprio un bel ricordo del posto.


Stamattina ho aperto la finestra del bagno e un cielo grigio da neve mi ha completamente avvolto.
Un piccione sul comignolo del palazzo di fronte mi ha guardato con curiosità, come a dire, pure tu fai confusione stamattina? Non basta il traffico?
Io sta finestra la devo aprire, punto.
Ripensandoci, se comincio a discutere con i piccioni allora sono proprio rinco.

Buona giornata!


martedì 26 marzo 2013

Giornate Fai di primavera


Villa Gini lato giardino

A causa del maltempo che ha imperversato dalle mie parti durante il fine settimana e soprattutto domenica, sono riuscita a visitare solo uno dei beni del Fai aperti in questo piovoso inizio di primavera: la filanda di Villa Rosa a Motta di Livenza (TV).



L'allevamento del baco da seta dalle mie parti è stata per secoli una risorsa economica di notevole rilievo.
Anche mia nonna paterna ogni tanto ci raccontava dell'allevamento dei bachi da seta presso la sua famiglia. Da piccola ricordo di aver visto e toccato un bozzolo conservato, per ricordo, da mia nonna.


I bachi mangiavano in continuazione e avevano bisogno di tepore. Venivano quindi disposti nei solai, nelle cucine e nei fienili sopra le stalle.

L'allevamento venne abbandonato con l'introduzione degli anticrittogamici e dei prodotti chimici in agricoltura. Questi, entrati nella catena alimentare dei bachi, ne compromisero il ciclo vitale.


La filanda era di proprietà della famiglia Gini di Motta di Livenza. Corrado Gini, uno dei proprietari, fu il fondatore dell'Istituto Centrale di Statistica.
Un altro Gini, ingegnere, brevettò il riscaldamento a pavimento.
Aldo Gini lasciò le sue proprietà all'Università di Padova, che istituì la Fondazione Ing. Aldo Gini, tuttora impegnata nell'erogazione di borse di studio e nell'ospitalità abitativa a favore di studenti meritevoli. Anche la filanda è di proprietà dell'Università di Padova.
Un altro Gini, Guido, fondò una onlus per il sostegno delle persone bisognose, tuttora impegnata nel sociale.

Scaldavivande in uno dei salotti della villa

In uno dei locali della filanda è ospitata una mostra sulle macchine di Leonardo da Vinci, ricostruite sulla base dei disegni di Leonardo, da un cittadino mottense.



E voi avete approfittato delle giornate del Fai?

giovedì 21 marzo 2013

Sorridiamo, almeno per oggi!


Questo blog sta prendendo una piega un po' troppo malinconica, raddrizziamolo subito con qualche barzelletta...


Lettera d'amore.
Mia adorata Sarah, ti amo più di quanto le parole possano dire.
Per te scalerei le vette più alte del mondo, attraverserei i deserti più desolati e le lande più fredde del Polo Nord.
Ti amo.
P.S. Vengo a trovarti domenica, se non piove.


Un tizio adora andare a pescare per cui tutti i week-end sono consacrati alla sua passione.
Qualunque sia il tempo lui parte per le sue zone preferite di pesca.
Un week-end il tempo è talmente brutto (pioggia, neve, freddo) che il nostro amico rinuncia alla pesca e ritorna a casa poco dopo essere uscito.
Appena tornato a casa, sono le 9, si spoglia e raggiunge la moglie ancora a letto.
Egli si sdraia a letto accanto a lei dicendo: "Pffff che tempaccio oggi, cara".E sua moglie: "Eh sì. E quell'idiota di mio marito è partito per la pesca!"


Un tale entra in un supermercato e nota una bella donna che lo guarda incessantemente. Finalmente lui si fa coraggio e le chiede:
"Scusi, forse ci conosciamo?"
La signora risponde:
"Credo che lei sia il padre di uno dei miei bambini."
Lui ci pensa su un minuto poi decide che questo bambino di cui lei parla sia il risultato dell'unica volta che lui tradì la moglie. Così dice alla donna:
"Sei tu la stripper che saltò fuori dalla torta alla festa d'addio al celibato del mio miglior amico, cinque anni fa? Quella con cui feci sesso sul tavolo della piscina mentre la tua amica mi frustava le natiche scoperte?"
La donna lo guarda con orrore e dice:
"No, io sono la maestra di suo figlio." 

martedì 19 marzo 2013

Un grappino



La sua origine è incerta. Un po' ovunque nelle abbazie i monaci erano riusciti a produrne.

A Venezia, intorno al 1500, arrivò dalla Certosa del Montello (Treviso) questo liquore appena scoperto dai monaci e subito battezzato aqua vitae. 

Un medico del tempo disse: "conserva la vita a chi lo beve togliendo ai corpi ogni putritudine, custudisce e ripara, prolunga la vita, vivifica gli spiriti vitali, scalda lo stomaco, conforta il cervello, acuisce l'intelletto, chiarifica la vista et repara la memoria".
Era la portentosa Grappa.

Mi ci vorrebbe un buon grappino per riprendermi dal torpore di questi freddi e piovosi giorni... peccato sia astemia.

A voi come va?
   

venerdì 15 marzo 2013

Ci sono libri che...


Ci sono libri che si posseggono da vent’anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta sempre con sé di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase.
 
 

Poi, dopo vent’anni, viene un momento in cui d’improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perché lo abbiamo trattato con tante cerimonie.
 
 
 

Doveva stare a lungo vicino a noi; 
doveva viaggiare; 
doveva occupare posto; 
doveva essere un peso; 
e adesso ha raggiunto lo scopo del suo viaggio, adesso si svela, adesso illumina i vent’anni trascorsi in cui è vissuto, muto, con noi. 
Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le medesime cose”.
Elias Canetti, “La provincia dell’uomo”
 

mercoledì 13 marzo 2013

Una parola di conforto per chi soffre di uveite


Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbi di tutti gli altri.
 F. De la Rochefoucauld

Siete informati sulle malattie che vanno di moda adesso?
Spicca l'uveite negli ultimi giorni cioè un'infiammazione di parte o di tutta la tunica media (vascolare) dell'occhio.
Attenzione perché le uveiti si distinguono mediante una classificazione anatomica in:
  • Uveite anteriore o iridociclite
  • Uveite posteriore o corodoite
  • Uveite intermedia
  • Panuveite
È giusto precisare che quelli che hanno la faccia come il culo soffrono di Uveite posteriore o corodoite e non può essere altrimenti.

La lingua italiana, anche nella sua forma dialettale, offre molti termini per esprimersi con una parola di conforto per chi soffre di questa malattia invalidante ed impedente... 
A voi la parola!

 

martedì 12 marzo 2013

Perdiamo tempo



Chi non applica nuovi rimedi dev’essere pronto a nuovi mali; perché il tempo è il più grande degli innovatori.

 Francesco Bacone


Non vi sembra che nel nostro paese si stia perdendo tempo prezioso ultimamente?


All'Europa avevamo promesso tagli alla spesa pubblica, tra questi la soppressione delle Province... che non c'è stata e che, temo, non ci sarà. 
In Provincia lavorano (a ritmi da lumaca) tanti imboscati dai partiti, attuali o ex amministratori di enti locali, figli di... parenti  di... amici di... (la mia fonte è un dirigente provinciale)
Ma se le Province non verranno eliminate e le relative risorse non saranno risparmiate per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica promessi all'Europa, che cavolo taglieranno?
O, più semplicemente, a chi cavolo aumenteranno le tasse?
Pensiamoci.

venerdì 8 marzo 2013

Alle donne



Ascolta la tua donna quando ti guarda, non quando ti parla. (Kahlil Gibran)

Ch'a donna non si fa maggior dispetto, che quando o vecchia o brutta le vien detto. (Ludovico Ariosto)

Chi prova pietà per la donna, la disprezza. Chi le attribuisce la colpa dei mali della società, la opprime. Chi crede che la bontà di lei dipenda solo dalla propria bontà e che la sua malvagità dipenda solo dalla propria, è uno spudorato. Ma colui che accetta la donna come Dio l’ha fatta, le rende giustizia. (Kahlil Gibran)

Come l'ostrica, anche le donne più dure, a volte, nascondono una perla. (Michel De Certeau)

mercoledì 6 marzo 2013

Discorsi sulla patata



Durante la pausa pranzo tra colleghi ieri si è parlato di patata.
Niente di morboso ovviamente.
Voi sapete che le patate sono tossiche e che è bene non mangiarle crude?

Cercando in rete...
La cosa a cui bisogna prestare attenzione è che la patata non germogli, poiché nelle parti germogliate si sviluppano la solanina e la soladina, sostanze alcaloidi che provocano leggere intossicazioni.
La solanina è presente, in quantità diverse, nei pomodori, nei peperoni, nei peperoncini, nelle melanzane; normalmente i valori si riducono durante la cottura. 
Il suggerimento generale è quello di evitare la buccia e le patate molto germogliate.


Ah, dimenticavo... mentre nessuno di noi sapeva che Neruda scrisse un'ode alla patata (e voi), tutte le commensali ricordavano però Rocco Siffredi nella famosa pubblicità delle patatine fritte.


lunedì 4 marzo 2013

Far el mona...



Dalle mie parti si dice: "El fa el mona par no pagar el dazio" che deriva dal veneziano "El fa el mona per no pagar dassio".

L'espressione significa fare lo gnorri, il finto tonto per non pagare il dazio.

Il dazio era una tassa che veniva applicata per l'acquisto di merci fuori dalla città di Venezia (ad es. la carne che veniva acquistata nelle campagne dell'entroterra).
L'Ufficio degli Ispettori del Dazio si trovava a Piazzale Roma e da lì qualche furbetto tentava di passare inosservato per non pagare la tassa. 
Faceva quindi il mona..
L'espressione è tuttora utilizzata nella sua accezione di far finta di niente di fronte a una questione.
 
(dal sito venessia.com)

venerdì 1 marzo 2013

La verità sulla fine della storia d'amore di Marisa



Era stata ’na voci di notti che avrebbe potuto essiri benissimo quella della stissa sò coscienza. Era ’na giustificazioni tanticchia tirata, tanticchia ipocrita, certo. No, avrebbi fatto quello che aviva addeciso. E se aviva funzionato ’na prima volta, avrebbi funzionato macari la secunna.
  da Una voce di notte di Andrea Camilleri



La verità mi è stata comunicata ieri sera davanti ad un piatto di pesce fritto.
La storia d'amore della mia amica Marisa è finita perché l'ex le ha confessato di essere gay e di avere una relazione con il suo migliore amico. Punto.
Una verità scomoda e, come il fritto, difficile da digerire.