venerdì 26 aprile 2013

Se qualcuno vi sognasse di notte...




Se qualcuno vi scrivesse un sms prima delle 8.00 informandovi che ha sognato di voi durante la notte, non sareste curiosi di sapere che cosa, nel dettaglio, ha sognato?
Io sì.

Risposta:

Avevi un abito lungo, dal collo ai piedi, con una cerniera che partiva dal collo e scendeva verso un seno. 
La tenevi aperta ed io ti rincorrevo per chiuderla.

Uuuuuuuuuhhh!!!

E poi?


mercoledì 24 aprile 2013

Viva le pecore, i pastori e i cani!

Se da casa mia per raggiungere la spiaggia di Bibione di solito ci si mette un'oretta, quanto tempo s'impiegherà se lungo il percorso, privo di strade alternative, s'incontrano pastori e cani che accompagnano centinaia e centinaia di pecore?


Un'eternità.

Da notare le cacche sul manto stradale che hanno impedito l'apertura dei finestrini e l'accensione dell'aria condizionata. 
L'odore era insopportabile.

Viva le pecore, i pastori e i cani che hanno movimentato una sonnacchiosa domenica nelle zone tra il Piave e il Tagliamento!


domenica 21 aprile 2013

La cena del té: buon cibo e bella serata



Un'amica mi ha invitato ad una cena particolare, la cena del tè presso il Living24 di Treviso.

Questo il menu:

Micro muffins alle erbette di campo con spuma di formaggi
Tè verde cinese Lung Ching 
             
Risottino agli aromi
Tè oolong Dong Ding

Bocconcini di pollo al tè affumicato con ratatouille di verdure
Tè nero indiano Assam "Rani" TGFOP1 BIO

Tiramisu al tè matcha con biscottini speziati
Tè bianco alla crema d'arancio 


Io che sono una curiosona ho subito accettato.
 
E ho fatto bene, bel posto (Living24 di Treviso), ottimo té, buona la cena, piacevole la compagnia e organizzatori disponibili alle varianti visto che il nostro tavolo di 6 persone comprendeva 2 vegetariane, 1 intollerante al lattosio e 1 che non ama i formaggi.

A volte la curiosità ripaga!



giovedì 18 aprile 2013

Mio nonno, il vino nero e le donne moderne



Ricordo che mio nonno quando andava in osteria diceva "un'ombra" per intendere un bicchiere di vino rosso oppure "un'ombretta" se ne voleva - apparentemente - meno. 
Non era necessario aggiungere nulla, l'oste gli avrebbe versato un bicchiere del suo rosso migliore (ma dopo più di un bicchiere avrebbe versato il suo rosso più economico).
Mio nonno identificava il vino rosso con "il nero"; rosso proprio non si pronunciava, al massimo la varietà: merlot, cabernet, ecc.
Ma tutti quelli della sua generazione parlavano così e da qualche parte del Veneto ancora si usano questi termini.

Domenica scorsa in un castello della zona si è tenuta una manifestazione con stand enogastronomici e degustazione di vini, cui sovrintendevano molteplici sommelier di sesso femminile.

Una mia collega con un gruppo di amici ha partecipato alla manifestazione ed al momento di assaggiare il buffet, una signora della compagnia si è avvicinata ad uno dei tavoli per ordinare vino per tutta la combriccola. 
Alla domanda "che vino desidera?" ha prontamente risposto "nero!". 
Le sommelier hanno sgranato gli occhi e agitando il "tastevin" (l'aggeggio che portano al collo) hanno in coro replicato "rosso!!!, si dice rosso! che rosso vuole?".
La signora, con un po' di vergogna, ha chiesto la prima varietà che le è venuta in mente "merlot" anche se non è il suo preferito. Le sommelier hanno un po' storto il naso ma hanno comunque versato il vino richiesto.

Il resto della compagnia ha assistito al siparietto ridendo sotto i baffi, ma non ha gradito molto la scelta del primo vino. Si sono in ogni caso rifatti nel corso della giornata.

Ma che sarà mai dire nero al posto di rosso? Non ci si può mica sbagliare.
E poi mio nonno, viticoltore, diceva nero!

Come siamo diventati tutti chic...


martedì 16 aprile 2013

Impegni




Quando si rimanda il raccolto, i frutti marciscono; ma quando si rimandano i problemi, essi non cessano di crescere.

Paulo Coelho



Devo fare l'assicurazione dell'auto!!!
Ma quanto costa...
Io la uso così poco.


venerdì 12 aprile 2013

L'acqua viene o va

Lapidario Tergestino del Castello di San Giusto a Trieste - anche qui entra l'acqua dai soffitti e cade direttamente sui reperti


Ieri al lavoro, mentre facevo una delle mie solite capatine in uno dei locali più chic del corridoio, squilla il telefono in ufficio e risponde il mio collega. Convinto che si tratti di una ragazza di un Comune con cui sono abbastanza in confidenza le dice.
"Kylie non c'è, è in bagno."

Al mio rientro trovo un'email di mia cognata: 
"Quando hai finito di stare in bagno mi richiami? Ma non ti sembra inelegante che rispondano al telefono, quando sei fuori ufficio, che sei proprio in bagno?"

Che ci posso fare, il mio collega applica il principio della trasparenza della pubblica amministrazione alla lettera!
 

Non sempre dove c’è l’acqua ci sono rane, ma là dove si sentono gracidare le rane c’è acqua.
Johann Wolfang Göethe


mercoledì 10 aprile 2013

Gli assenteisti del pubblico impiego possono pure andare a raccogliere pomodori nei campi



Arrestati 17 dipendenti comunali a Reggio Calabria per assenteismo?
Più che bene.

Ce ne sono altri in giro per l'Italia?

Per me possono tutti finire in galera ed essere condannati con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. 
Che vadano pure a raccogliere pomodori. Non me ne frega niente.
Preciso che li dovranno raccogliere a piedi nudi, senza scorte di acqua e sotto il sole cocente.

Ma in galera anche chi ha omesso di controllare o di segnalare.

E ci metto insieme i sindacalisti che li proteggono e i politici che chiudono un occhio.

In questo sistema io ci lavoro e non li tollero, li prenderei tutti a calci in culo.

Vi unite ai calci in culo e all'augurio che la raccolta di pomodori con questa nuova forza lavoro vada bene?


martedì 9 aprile 2013

Tipi di (da) scarpe

 
Le scarpe svelano la personalità.

Sei ansiosa e ti preoccupi delle apparenze? Allora tenderai ad indossare scarpe nuove.
Se, al contrario, non ti preoccupi delle scarpe un po' usurate, sei uno spirito aperto e libero.
Hai le scarpe vecchie ma in ordine? Allora sei attenta e scrupolosa.
Tronchetti? Sei introversa.


Scarpe basse e comode? Sei calma e serena.
Indossi sempre mocassini? Sei un'abitudinaria poco interessata a relazionarti con gli altri.
Sneaker? Sei emotivamente stabile.
Sneaker over 40? Paura d'invecchiare.


E i tacchi?

I tacchi alti sono indice di femminilità e voglia di sedurre, ma se indossati in tutte le stagioni e in tutte le situazioni sono indice di insicurezza.


Io sarei, in teoria, femminile, seduttiva e insicura. 
In realtà sono solo alta un metro e una banana... senza tacchi rischio di essere calpestata.

E voi che scarpe siete?

Nelle foto scarpe collezione Primadonna

domenica 7 aprile 2013

Ci si sveglia frizzanti qui

È una piccola notizia tra altre in una stessa pagina, corredata da una foto di una modella col lato b mezzo esposto... ma l'ultimo numero di Tu-Style ha voluto enfatizzare la rivoluzione nella lingerie! Almeno così recita.
Non potevo non mettervi al corrente di questa trovata o non ricordarlo a chi già lo conosce.
Ecco lo s-tanga.
Adesivo, riutilizzabile (fino a 30 volte), disponibile in vari colori.



Potreste scegliere il verde primaverile, è arrivato il sole, perché non approfittarne e andare in giro con questo robo?

Commento maschile (uomo a cui ho mostrato tale mercanzia): "perché non si va già abbastanza in giro nudi?"

Eh già.

Buona domenica!

mercoledì 3 aprile 2013

Pasqua al Museo


Altino fu un'importantissima città romana situata lungo la via Annia, strada di collegamento tra Rimini ed Aquileia e fu uno dei maggiori scali dell'alto Adriatico.
Distrutta da Attila nel 452 d.C. fu definitivamente abbandonata dai suoi abitanti nel VII secolo a seguito di altre invasioni barbariche. Gli abitanti si rifugiarono a Torcello avviando quel processo storico che porterà alla nascita di Venezia.
Quello che rimaneva della città, che ai tempi del suo massimo fulgore aveva migliaia di abitanti, divenne cava di materiale da costruzione per la Serenissima e, caso unico nel Veneto, non venne più abitata nel corso dei secoli.
Agli inizi del 1900 le opere di bonifica resero il sito nuovamente abitabile e portarono alla luce le vestigia della città antica.
Ad Altino è visitabile il Museo Nazionale Archeologico, piccolo (solo 180 mq. di esposizione) ma zeppo di materiale pregevole e ben conservato.
Il preambolo per dire che il giorno di Pasqua io in quel museo c'ero e con mucho gusto!
Eccovi alcune immagini.

Resti del decumano. Ai lati era presente un porticato sul quale si aprivano numerose domus. Sono visibili in loco resti di pavimentazioni musive.

Resti della porta monumentale che portava alla città. Erano presenti due torri quadrangolari ai lati.

All'interno del museo scendeva acqua dal soffitto


Si osservano i reperti camminando sopra antichi pavimenti musivi.

Statue di leoni e cani venivano poste a protezione delle sepolture.

L'esterno del museo.
 
Il porticato tra il museo e la chiesa. Il portico fu il primo allestimento di quello che divenne poi il museo ed è ricco di reperti.

E veniamo al tradizionale incontro con gli indigeni per ulteriori informazioni. 
Questa volta si è trattato nientepopodimeno che del Parroco! 
Eh sì, ci ha accompagnato sul retro della Chiesa e ci ha mostrato l'area dove sorgeva la città, adesso ricoperta da una montagnola. Da una pubblicazione su Altino ci ha fatto scoprire le foto aeree a raggi infrarossi grazie alle quali sono stati mappati i contorni dell'antica città. 
Dalle foto s'intravedono con chiarezza le mura esterne e le porte della città, un anfiteatro, una basilica, un porto e interi quartieri di case. 
Altino era una piccola Venezia, circondata da strade e da canali.
Non posso che ringraziare il gentilissimo Parroco per queste ed altre preziose informazioni.