sabato 6 settembre 2014

Riso amaro


Uno dei miei film preferiti di sempre è "Riso amaro" con la splendida Silvana Mangano uscito nel 1949.
Al di là della trama e dei protagonisti, racconta il terribile lavoro e lo sfruttamento delle mondine, donne povere e pagate meno degli uomini (la storia ancora non ci ha riscattato) che arrivavano principalmente in Piemonte da zone depresse del Veneto, dell'Emilia-Romagna e della Lombardia. Il loro lavoro, nell'acqua fino alle ginocchia per un'intera giornata, consisteva nel trapianto delle piantine e nella pulizia da erbe infestanti. Non era certo una passeggiata.

La premessa cinematografica introduce il problema che dal 2007 ad oggi in Italia, primo produttore europeo, ha chiuso quasi un'azienda di riso su 5.
Infatti importiamo a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania una quantità di riso indescrivibile, che, dai controlli effettuati, contiene pesticidi non autorizzati ed è privo delle certificazioni sanitarie obbligatorie. 
Ma costa meno. E per la maggioranza dei consumatori il prezzo più basso è più importante della qualità e della tutela del nostro patrimonio.

Considerata la difficile situazione economica dell'Italia, non posso che invitare a fare più attenzione alle etichette e a comprare solo riso italiano.

22 commenti:

  1. Cara Kylie, non so il perché riso amaro, mi è rimasto in mente tutte le scene più tragiche, lo avrò visto almeno 5 volte e non mi stancherei ancora di vederlo.
    Vediamo un Vittorio Gassman come cinico una interpretazione adatta a lui.
    Ciao e bun fine settimana cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tomaso pure io non mi stanco di vederlo.

      Baci

      Elimina
  2. Non è affatto vero che per la maggior parte dei consumatori i prezzo basso è più importante della qualità. Casomai devi dire che per chi commercia il prezzo basso o bassissimo consente di fare molto più margine sulla vendita rispetto al prezzo più alto.

    Aggiungerei un'altra questione: l'Italia purtroppo si adegua pedissequamente alle politiche economiche ed agricole decise in sede europea. Siccome in sede europea l'Italia conta come il due a carte e siccome le produzioni di qualità italiane stanno sulle scatole a chi fa commercio all'ingrosso di merci scadenti (vedi alla voce maggiore margine), siamo costretti a smantellare le nostre produzioni come risultato di accordi scellerati. E oltre la incapacità di difendere i nostri interessi e la sudditanza, abbiamo anche il problema di dovere chiedere sovvenzioni per altre questioni, come lo sviluppo del Meridione o la "accoglienza" degli immigrati. Se otteniamo qualcosa poi ci tocca pagare in altra sede.

    RispondiElimina
  3. Silvana Mangano, una delle più belle attrici che io abbia mai visto... quando è uscito il film io avevo solo un anno.... l'ho visto poi tante e tante volte ! E' scaricabile da intenet

    RispondiElimina
  4. Dici bene noi al contrario dei tedeschi giusto per fare un esempio dopo che hanno dovuto occuparsi alla caduta del muro... hanno fatto quadrato e le ferie ho altro solo in loco per tenere i soldi in patria. Noi ancora oggi invece di privilegiare casa notra ed i nostri prodotti andiamo fuori però cìè da considerare anche il rovescio della medaglia, non ci sono soldi e purtroppo 10 giorni all'estero costa come meno che la metà in Italia considerando autostrada e benzina quindi..... ovviamente è il mio pensiero. Buona fine settimana.

    RispondiElimina
  5. Ciao Kylie!
    Ne parlavo proprio l'altro giorno con una mia amica, se si volesse vivere usando solo merci italiane (dal cibo, ai vestiti, ai profumi...) sarebbe possibile? Io cerco di stare attenta, compro il pane dal fornaio ad esempio, ma che ne so da dove arriva la farina? Per non parlare poi dei marchi alimentari, il nome è italiano ma dietro chi ci sta?... Bel problema...
    Buon fine settimana! A presto!! :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Flor tu forse non sai che in alcuni supermercati della mia zona il pane è sloveno o croato. Partono i camion alle 3-4 del mattino e lo portano qui tutti i giorni. Per me è una roba da matti.

      Elimina
  6. Italiano sempre!
    ciao, cara, buon w.e.

    RispondiElimina
  7. brava!!!io compro il riso baldo integrale, ci mette un po'a cuocere, ma è buonissimo!

    RispondiElimina
  8. gran bel post, sono d'accorso, il nostro riso è anche migliore come qualità e varietà e poi il riso ha contribuito non poco alla formazione del paesaggio agrario di alune zone d'italia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carmine Volpe esatto e alcuni paesaggi sono particolarmente suggestivi.

      Elimina
  9. Ammetto la mia più profonda ignoranza sul tema... Grazie per avermi dato uno spunto su cui riflettere!

    RispondiElimina
  10. In questo post hai citato un capolavoro cinematografico e soprattutto portato alla ribalta un tema come le condizioni lavorative.
    Saluti a presto

    RispondiElimina
  11. A mia moglie piace molto il riso, a me poco; inutile dire che in casa si mangia spesso riso.
    La questione del riso cambogiano e dei pesticidi, la sottoporrò a mia moglie... che almeno compri riso sicuramente italiano, se proprio non vuole diminuirne i turni rispetto alla pasta.

    RispondiElimina
  12. Io compro solo riso della zona di Verona; hai fatto bene a parlarne. Effettivamente molti cercano il prezzo più basso per tutti i prodotti perchè gli 80 euro di Renzi non è che migliorino di molto la vita.....

    RispondiElimina
  13. bel post, belle foto e scottante l'argomento. A guardare le etichette c'è da prendere paura... le lenticchie dal Canada. Personalmente cerco di fare il più possibile in casa ma la farina?? quest'anno abbiamo fatto un piccolo orto in giardino ma non se ne esce... siamo presi in un vortice. Ciao

    RispondiElimina
  14. Film magnifico e Mangano immensa. Non conoscevo la situazione del riso italiano, ma non mi stupisce. Io uso solo riso integrale biologico italiano, e consiglio a chi consuma riso integrale di assicurarsi che sia anche biologico, perché la parte esterna del chicco - quella che viene tolta per fare il riso bianco - assorbe maggiormente i pesticidi. Quindi integrale sì, ma anche bio!

    RispondiElimina
  15. Non è una bella cosa comperare il pane croato (sicuramente buono) ma preferisco acquistarlo locale con farina siciliana di Tumminia e con il lievito madre fatto in casa come una volta.
    Grazie per la tua presenza Kylie
    Un bacio
    Maurizio

    RispondiElimina
  16. Hai perfettamente ragione, il problema è che a volte quando si è al supermercato non si sa cosa c'è dietro al prodotto che troviamo sullo scaffale. Io per esempio non sapevo (cioè non me lo ero mai domandata) da dove proviene il riso che compro, e per questo ti ringrazio della segnalazione. Ci vorrebbe più informazione, ma anche più presa di coscienza da parte di noi consumatori. Sicuramente d'ora in poi starò più attenta!

    RispondiElimina
  17. Sarò blasfema ma non ho mai visto "Riso amaro", quindi grazie per il suggerimento! Rimedierò alla lacuna.

    RispondiElimina
  18. al supermercato si sceglie sempre più spesso il prodotto con il costo inferiore ... e si cerca di non pensare a quanto potrebbero nuocerci ... Purtroppo è una situazione triste. non sappiamo più cosa mangiamo davvero ... ma ci illudiamo che ci sia qualcosa di buono e genuino

    RispondiElimina
  19. Voglio che l'autore per un suggerimento molto interessante.

    RispondiElimina