lunedì 19 ottobre 2015

Villa Adriana di Tivoli con temporale in arrivo


La mia prima visita a questo sito, patrimonio dell'UNESCO, risale ad alcuni anni fa, quando in vacanza con un'amica a Roma, decidemmo di raggiungere questo bellissimo posto.
Francamente ricordo che prendemmo un treno e poi un bus per arrivarci, mentre il ritorno a Roma mi è oscuro; di sicuro dopo questo secondo quasi comodo viaggio in auto mi vien da pensare che sia stato quasi un miracolo averla, un tempo, raggiunta con i mezzi pubblici!


La villa fu costruita tra il 118 e 138 d.C. da Adriano (Publius Aelius Hadrianus) che adottato da Traiano, cugino del padre, gli successe nell’Impero nel 117 d.C. ed era distribuita su circa 120 ettari di terreno tufaceo.
Attualmente l'area visitabile è di circa 40 ettari ed è ricoperta da alberi e prati. Il percorso è molto piacevole, una lunga passeggiata tra edifici, ruderi, quelle che un tempo erano palestre, giardini, terme, ecc.



Ai tempi di Adriano i percorsi per raggiungere i vari edifici erano sia in superficie che sotterranei.
Ci si può liberamente introdurre nei vari spazi, per osservare da vicino quello che resta dei meravigliosi pavimenti a mosaico, delle strutture e della decorazione scultorea. 



Il mio locale preferito, il Teatro Marittimo, ossia una specie di isola artificiale su cui sorge una domus, è chiuso per restauro.


Adriano è noto anche per aver avuto un grande amore omosessuale per Antinoo, che morì giovane annegando durante un viaggio in barca sul Nilo in circostanze misteriose. Alla sua morte, quasi fosse una divinità, l'imperatore diffuse in tutto il territorio sotto il dominio romano il culto del giovane, fondando addirittura una città - Antinopoli - in prossimità del luogo della disgrazia. Di statue e busti di Antinoo sono pieni i musei di tutto il mondo.